> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://www.cambialetueabitudini.com/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# La Più Grande Bugia sul Multitasking
- URL: https://www.cambialetueabitudini.com/bugia-su-multitasking/
- Published: 2021-07-04T20:51:25.000Z
- Updated: 2026-09-16T21:59:21.000Z
- Description: Il multitasking non ti rende meno produttivo — ma ti fa pagare in stress e capacità di apprendere. Cosa dice davvero la ricerca di Gloria Mark (e perché i 23 minuti sono stati fraintesi).
- Author: Domenico Marra
- Tags: Crescita personale

TL;DR
- Il **multitasking non distrugge necessariamente la produttività** — ma costa caro in stress, salute mentale e capacità di apprendere cose nuove.
- Lo studio di Gloria Mark (UC Irvine) mostra che i **23 minuti citati ovunque sono stati fraintesi**: includono il tempo per completare l'interruzione, non solo per rifocalizzarsi. Le persone interrotte hanno finito i compiti *più velocemente* — ma con più stress.
- Il vero problema è il ciclo di **auto-interruzione**: tecnologia e notifiche ci addestrano a distrarci da soli, riducendo la capacità di concentrazione profonda e il senso soggettivo di produttività.

Quando ho iniziato a ragionare sul multitasking, l'obiettivo era semplice: trovare studi scientifici che confermassero quello che tutti dicono — che fare più cose insieme distrugge la produttività. La sorpresa è che **non ho trovato quasi nulla a supporto di questa versione**. Ho trovato invece qualcosa di più interessante e meno raccontato.

Il multitasking è dannoso, sì — ma non principalmente per la produttività. I costi reali sono altri: la salute mentale, il benessere, la capacità di [concentrarsi profondamente](https://www.cambialetueabitudini.com/concentrazione/) e la possibilità di imparare qualcosa di nuovo. Vediamo cosa dice davvero la ricerca.

## Cos'è il Multitasking (Davvero)

Di solito lo pensiamo come fare due cose in parallelo — guardare un video mentre rispondi ai messaggi, o guidare mentre parli al telefono. Ma c'è una definizione più precisa, e anche più scomoda: il [multitasking](https://it.wikipedia.org/wiki/Multitasking?ref=cambialetueabitudini.com) include anche l'alternanza rapida tra compiti diversi invece di finirne uno prima di passare all'altro.

Con questa definizione, stiamo descrivendo la giornata media di quasi tutti. Lavori a un progetto, arriva un'email, rispondi. Riprendi. Arriva una notifica. La guardi. Riprendi di nuovo. Se lasci che ogni interruzione catturi la tua [attenzione](https://it.wikipedia.org/wiki/Attenzione?ref=cambialetueabitudini.com) nel corso della giornata, hai messo il pilota automatico su «multitasking».

## La Bugia dei 23 Minuti

Hai probabilmente sentito questa statistica: ci vogliono 23 minuti per rifocalizzarsi dopo un'interruzione. È citata ovunque — e viene regolarmente fraintesa.

Viene da una ricerca reale di [Gloria Mark](https://en.wikipedia.org/wiki/Gloria%5FMark?ref=cambialetueabitudini.com), Daniela Gudith e Ulrich Klocke (UC Irvine). Nello studio, 48 partecipanti avevano un compito principale ma venivano indirizzati anche a rispondere a interruzioni (email, altri task). Quando venivano interrotti, passavano in media 23 minuti e 15 secondi tra il momento dell'interruzione e il ritorno al compito principale.

Il punto chiave: quei 23 minuti **includono il tempo per completare l'interruzione** — non solo per rifocalizzarsi. E cosa hanno trovato i ricercatori riguardo alla produttività delle persone interrotte? Che hanno *completato i loro compiti più velocemente* delle persone non interrotte.

Quindi il multitasking potrebbe non renderti meno produttivo. Potrebbe persino renderti leggermente più produttivo. Ma — ed è un «ma» importante — non a costo zero.

## I Costi Reali del Multitasking

Lo stesso studio lo scrive esplicitamente: «Il lavoro interrotto può essere fatto più velocemente, ma ad un prezzo. Dopo soli 20 minuti di lavoro interrotto, le persone hanno riferito di stress, frustrazione, carico di lavoro, sforzo e pressione significativamente più elevati».

Stai producendo, ma stai pagando in valuta invisibile.

In uno studio successivo, Mark ha trovato una dinamica ulteriore: anche se il multitasking attraverso le interruzioni aumenta la produttività oggettiva, è probabile che tu ti *senta* meno produttivo. E il senso soggettivo di produttività conta: chi si sentiva produttivo nel corso della giornata riportava umori più positivi a fine giornata. Più interruzioni = meno percezione di progresso = meno benessere.

### Multitasking e capacità di imparare

Un'altra conseguenza meno discussa riguarda l'apprendimento. Una ricerca di Ophir, Nass e Wagner (Stanford, 2009) ha confrontato chi fa abitualmente multitasking con chi preferisce il monotasking su tre compiti: concentrazione, memoria, cambio di contesto. I multitasker cronici hanno dato risultati peggiori in tutti e tre i test.

La spiegazione: con il multitasking cronico, tieni attiva una piccola porzione di attenzione per ogni task aperto. Questo impedisce la **concentrazione profonda** necessaria per imparare qualcosa di nuovo o per fare un lavoro cognitivamente intenso. Produci, ma non [costruisci](https://www.cambialetueabitudini.com/abitudini/) competenza reale.

## Tecnologia e Il Ciclo dell'Auto-Interruzione

La tecnologia ha aggravato il problema in un modo specifico: non solo crea interruzioni, ci allena a interromperci da soli.

Studi sulle email mostrano che chi aveva accesso illimitato alla posta riportava livelli di stress significativamente più alti rispetto a chi controllava l'email solo tre volte al giorno. Sui telefoni, il meccanismo diventa un ciclo di rinforzo intermittente: occasionalmente quando controlli le notifiche trovi qualcosa di interessante. Questo ti allena a voler controllare sempre più spesso — finché, invece della tecnologia che crea le interruzioni, sei tu a interromperti per cercare le notifiche.

Una ricerca del Center for Advanced Hindsight della Duke University ha trovato che le persone che ricevono decine di notifiche al giorno e hanno accesso illimitato a controllarle si sentono «stressate, infelici, interrotte e non produttive». Ma anche la soluzione opposta — disattivare tutto completamente — crea ansia per aver perso qualcosa di importante. Il problema non è la singola notifica, è il sistema.

Questo è un tema strettamente connesso alla [mindfulness digitale](https://www.cambialetueabitudini.com/mindfulness-digitale/) e al valore del lavoro profondo, a cui dedica attenzione anche la ricerca sulla [procrastinazione](https://www.cambialetueabitudini.com/procrastinazione/) come evitamento delle difficoltà cognitive.

## Come Passare al Monotasking (in Pratica)

Non serve bloccare tutto. Serve costruire strutture che riducano la frequenza delle interruzioni e aumentino il tempo in modalità focus.

### Sessioni focus delimitate

La [tecnica del pomodoro](https://www.cambialetueabitudini.com/tecnica-del-pomodoro/) (25 minuti di focus, 5 di pausa) o sessioni da 50-90 minuti funzionano perché creano un confine temporale chiaro: durante la sessione, *un solo compito*. Le interruzioni vengono registrate, non eseguite subito.

### Gestisci le notifiche a blocchi

Invece di disattivarle tutte (che crea ansia), definisci orari fissi per controllare email e messaggi — per esempio 9:00, 13:00, 17:00\. Fuori da questi blocchi, lo schermo è silenzioso. Su Mac, usa «Non disturbare». Su iPhone/Android, usa «Focus» o «Non disturbare» durante le sessioni.

### Una finestra, una scheda attiva

Tenere 20 schede aperte è multitasking visivo: ogni tab aperta è un ciclo cognitivo aperto che consuma attenzione. Chiudi tutto tranne ciò che serve per il compito attuale. È banale — e funziona.

### Registra, non eseguire immediatamente

Quando arriva un'idea o un'interruzione non urgente durante una sessione focus, scrivila su un foglio o in un'app e torna al compito. Questo riduce l'ansia di «devo ricordarlo» senza spezzare la concentrazione.

### Revisione delle abitudini di controllo

Tieni traccia per un giorno di quante volte controlli email, messaggi e social al di fuori degli orari prefissati. La consapevolezza del numero è già sufficiente per ridurlo. Se vuoi un sistema strutturato per costruire [abitudini di focus](https://www.cambialetueabitudini.com/7-trucchi-mente-riposata/), le [abitudini quotidiane di attenzione](https://www.cambialetueabitudini.com/abitudini/) si costruiscono esattamente come qualsiasi altra abitudine: un innesco, una routine, una ricompensa.

## Qual È la Più Grande Bugia sul Multitasking?

Non che distrugga la produttività — questa è una semplificazione. La vera bugia è che non ha costi. I costi esistono, ma sono pagati in valuta che non vedi immediatamente nel foglio Excel: stress accumulato, senso di insoddisfazione a fine giornata, lenta erosione della capacità di concentrazione profonda e di apprendimento significativo. Non ti accorgi del danno perché lo paghi in modo diluito — finché diventa sistemico.

Se vuoi lavorare in modo più sostenibile, il [Protocollo](https://www.cambialetueabitudini.com/protocollo/) include un percorso specifico sulla concentrazione e sulla costruzione di abitudini di lavoro profondo.

## Domande frequenti

**Il multitasking riduce davvero la produttività?**

Non necessariamente, secondo la ricerca di Gloria Mark (UC Irvine): le persone interrotte riescono a completare i compiti in meno tempo rispetto a chi non viene interrotto. Ma questo non significa che il multitasking sia neutro: aumenta significativamente lo stress, la frustrazione e il carico cognitivo percepito. Il costo non è la produttività immediata, ma il benessere e la salute mentale nel lungo termine.

**Cosa dice la ricerca sui 23 minuti per rifocalizzarsi?**

Lo studio di Gloria Mark, Daniela Gudith e Ulrich Klocke (UC Irvine) ha trovato che tra un'interruzione e il ritorno al compito principale passano in media 23 minuti e 15 secondi. Ma attenzione: questo tempo include il completamento dell'interruzione stessa — non solo il tempo per rifocalizzarsi. Non è una misura del «costo cognitivo» dell'interruzione, ma del tempo totale perso.

**Il multitasking peggiora la memoria e l'apprendimento?**

Sì, secondo una ricerca di Ophir, Nass e Wagner (Stanford, 2009). I multitasker cronici hanno dato risultati peggiori su concentrazione, memoria e cambio di contesto rispetto a chi preferisce il monotasking. Il meccanismo è che il multitasking allena il cervello a tenere un po' di attenzione su tutto — il che impedisce la concentrazione profonda necessaria per imparare qualcosa di nuovo.

**Le notifiche del telefono peggiorano il multitasking?**

Sì. La ricerca mostra un ciclo preciso: le notifiche ci interrompono, poi ci alleniamo a auto-interromperci per cercarle. Una ricerca del Center for Advanced Hindsight (Duke University) ha trovato che chi ha accesso illimitato alle notifiche si sente più stressato, meno produttivo e meno felice. Ma disattivarle completamente crea ansia da disconnessione. La soluzione migliore è definire blocchi orari fissi per controllarle.

**Cosa significa monotasking e come iniziare?**

Il monotasking è la pratica di lavorare su un solo compito alla volta in sessioni dedicate, riducendo al minimo le interruzioni. Per iniziare: scegli sessioni di 25-90 minuti (la tecnica del pomodoro aiuta), chiudi le schede non necessarie, metti il telefono in modalità «Non disturbare», e registra le interruzioni invece di gestirle subito. Non serve cambiare tutto in un giorno: anche una sola sessione focus al mattino produce risultati visibili.

## Domande frequenti

Il multitasking riduce davvero la produttività?+

Non necessariamente, secondo la ricerca di Gloria Mark (UC Irvine): le persone interrotte riescono a completare i compiti in meno tempo rispetto a chi non viene interrotto. Ma questo non significa che il multitasking sia neutro: aumenta significativamente lo stress, la frustrazione e il carico cognitivo percepito. Il costo non è la produttività immediata, ma il benessere e la salute mentale nel lungo termine.

Cosa dice la ricerca sui 23 minuti per rifocalizzarsi?+

Lo studio di Gloria Mark, Daniela Gudith e Ulrich Klocke (UC Irvine) ha trovato che tra un'interruzione e il ritorno al compito principale passano in media 23 minuti e 15 secondi. Ma attenzione: questo tempo include il completamento dell'interruzione stessa — non solo il tempo per rifocalizzarsi. Non è una misura del «costo cognitivo» dell'interruzione, ma del tempo totale perso.

Il multitasking peggiora la memoria e l'apprendimento?+

Sì, secondo una ricerca di Ophir, Nass e Wagner (Stanford, 2009). I multitasker cronici hanno dato risultati peggiori su concentrazione, memoria e cambio di contesto rispetto a chi preferisce il monotasking. Il meccanismo è che il multitasking allena il cervello a tenere un po' di attenzione su tutto — il che impedisce la concentrazione profonda necessaria per imparare qualcosa di nuovo.

Le notifiche del telefono peggiorano il multitasking?+

Sì. La ricerca mostra un ciclo preciso: le notifiche ci interrompono, poi ci alleniamo a auto-interromperci per cercarle. Una ricerca del Center for Advanced Hindsight (Duke University) ha trovato che chi ha accesso illimitato alle notifiche si sente più stressato, meno produttivo e meno felice. Ma disattivarle completamente crea ansia da disconnessione. La soluzione migliore è definire blocchi orari fissi per controllarle.

Cosa significa monotasking e come iniziare?+

Il monotasking è la pratica di lavorare su un solo compito alla volta in sessioni dedicate, riducendo al minimo le interruzioni. Per iniziare: scegli sessioni di 25-90 minuti (la tecnica del pomodoro aiuta), chiudi le schede non necessarie, metti il telefono in modalità «Non disturbare», e registra le interruzioni invece di gestirle subito. Non serve cambiare tutto in un giorno: anche una sola sessione focus al mattino produce risultati visibili.

## La Valuta Invisibile

Il problema del multitasking non è che ti rende stupido o improduttivo. È che ti fa pagare un prezzo in valuta che non vedi nel breve termine: stress che si accumula, concentrazione che si erode, capacità di imparare che si assottiglia. Il conto arriva — solo non immediatamente.

La domanda che vale la pena farti non è «quanto posso fare in parallelo», ma **«cosa vale abbastanza da meritare la mia attenzione completa?»** La risposta a quella domanda — e la costruzione di [abitudini coerenti](https://www.cambialetueabitudini.com/identita-e-cambiamento/) attorno a essa — è la vera differenza tra produttività di superficie e lavoro che conta davvero.