Nel 65 d.C. Seneca il Giovane fu costretto a togliersi la vita dall’imperatore romano Nerone. La ragione dell’esecuzione di Seneca fu il suo percepito coinvolgimento in un fallito tentativo di assassinio dell’imperatore. Gli fu fatto recidere le sue stesse vene mentre ingeriva il veleno.
Oggi Nerone è ricordato come una figura tirannica nella storia, e la realtà del coinvolgimento di Seneca in un simile complotto è molto controversa. Non c’è alcuna prova che egli avesse un tale piano.
Seneca è ricordato più comunemente come un insegnante di filosofia stoica.
Lo stoicismo è una corrente filosofica e spirituale, con un forte orientamento etico e tendenzialmente ottimista, fondata intorno al 300 a.C.ad Atene da Zenone di Cizio. Gli stoici sostenevano le virtù dell’autocontrollo e del distacco dalle cose terrene, come mezzi per raggiungere l’integrità morale e intellettuale.
Lo stoicismo fu abbracciato da numerosi filosofi e uomini di stato, sia greci sia romani, fondendosi presso questi ultimi con le tradizionali virtù romane di dignità e comportamento. Il disprezzo per le ricchezze e la gloria mondana la resero una filosofia adottata sia da imperatori (come Marco Aurelio, autore dei Colloqui con sé stesso) che da schiavi (come il liberto Epitteto).
Ma torniamo a Seneca.
Nel suo saggio morale, Sulla brevità della vita, Seneca, ci offre un richiamo urgente sulla non rinnovabilità della nostra risorsa più importante: il nostro tempo. È una lettura obbligatoria per chiunque desideri vivere al massimo delle proprie potenzialità, ed è un manifesto su come riprendere il controllo della propria vita e viverla al meglio.
In effetti, forse la citazione più famosa di Seneca proviene da questo saggio:
Non è che abbiamo poco tempo da vivere, ma che ne sprechiamo molto.Seneca
Seneca ci esorta a esaminare i problemi che fanno sì che la vita sembri passare troppo in fretta, come l’ambizione, il dare tutto il nostro tempo agli altri e l’impegno nel vizio. Seneca sostiene che abbiamo veramente vissuto solo poco tempo perché le nostre vite erano piene di distrazioni e stress.
Come possiamo recuperare il nostro tempo?
Sicuramente lavorando verso obiettivi significativi e non rimandando il godimento della vita.
“Nel custodire la loro fortuna gli uomini sono spesso chiusi, eppure, quando si tratta di perdere tempo, nel caso dell’unica cosa in cui è giusto essere avari, si mostrano più stravaganti.”Seneca
Ha senso valutare qualcosa al di sopra della tua unica vita? Seneca certamente non la pensa così. Eppure ci troviamo a barattare la nostra unica vita per rendere gli altri come noi, per ottenere denaro (che non possiamo usare nella tomba), ed essere pigri, distratti e divertiti.
La ragione principale per cui lo facciamo, sostiene Seneca, sprechiamo così tanto del nostro tempo è perché dimentichiamo che è limitato, e che moriremo.
Seneca rimprovera:
Vivi come se fossi destinato a vivere per sempre, nessun pensiero della tua fragilità entra mai nella tua testa, di quanto tempo è già passato non prestare attenzione. Sprechi tempo come se avessi attinto da una scorta piena e abbondante, anche se per tutto il tempo quel giorno che concedi a qualche persona o cosa è forse l’ultimo.Perdere tempo è la cosa peggiore che possiamo fare a noi stessi, ma naturalmente, ci sono molte cose e persone che ci porterebbero via il nostro tempo prezioso. Quando Seneca dice di essere “avaro” con il tuo tempo, lo intende sul serio.
Egli ci implora di essere sospettosi di qualsiasi attività che richiederà molto tempo e di essere pronti a difenderci da inseguimenti indegni.
È con un simile promemoria che l’imperatore stoico Marco Aurelio si spingeva nelle sue meditazioni, rendendosi conto della quantità limitata di tempo che abbiamo: “Potresti lasciare la vita proprio ora. Lascia che questo determini ciò che fai, dici e pensi”.
Seneca ha generato profonde riflessioni in modo semplice ed elegante, e ogni frase che ha scritto sembra ancora vivida e reale. Infatti, anche di fronte alla morte, si dice che Seneca fosse calmo e intenzionale. Ha vissuto ciò che predicava, e ha accettato la sua realtà come meglio si può sperare in una situazione del genere.
Mentre il suo lavoro toccava quasi ogni aspetto della vita, dal dolore e dalla povertà alla felicità e alla ricchezza , egli è forse più ricordato per il suo pensiero penetrante sul valore del tempo. Questa saggezza è particolarmente attuale oggi. In un mondo dominato dalle distrazioni, ci stiamo sempre più allontanando dalla nostra capacità di orientarci dove conta di più. La procrastinazione, in particolare, sta diventando più facile. Pur essendo sottile nel suo verificarsi, è una delle maggiori fonti di insoddisfazione per molti di noi. Fortunatamente, la saggezza di Seneca ci fornisce un’intuizione cruciale su come batterlo. Ecco cosa possiamo imparare.
Interiorizzare il costo del tempo sprecato
Se si vive fino a 85 anni, si ottengono, più o meno, 1.000 mesi. Sono circa 4.400 settimane. Se vuoi suddividere il tutto in singoli giorni, hai qualcosa nell’ordine di 31.000 giorni. A seconda di dove ti trovi oggi, questi numeri sono naturalmente ancora più limitati.
Se si pensa al proprio anno ideale e alla quantità che si può realizzare e sperimentare in questo tempo, allora diventa chiaro che, per la maggior parte di noi che abbiamo la fortuna di vivere una vita relativamente normale, il tempo stesso è abbastanza abbondante. A questo Seneca fa brillantemente eco nel suo capolavoro Sulla brevità della vita: