In breve
- Il Metodo Hoffman è un ritiro di crescita personale di una settimana (7 giorni, 6 notti), fondato da Bob Hoffman nel 1967.
- Parte dall'idea che molti schemi di reazione dell'età adulta nascano da come si è stati trattati da bambini, e lavora per riconoscerli e lasciarli andare.
- Lo studio pubblicato su Explore nel 2006 ha confrontato 99 partecipanti con 47 persone in lista d'attesa. Dopo un anno, i partecipanti stavano meglio su diversi indicatori. Ma il confronto non era casuale e le risposte erano autovalutazioni.
- Non sostituisce la psicoterapia, e lo dice anche l'istituto.
Una critica sul lavoro ti toglie il respiro. Un messaggio senza risposta diventa, in dieci minuti, la prova che qualcuno ce l'ha con te. Dici di sì a una richiesta che non volevi accettare, e poi passi la serata a chiederti perché.
A molti capita di reagire così, e di solito lo spieghiamo con il carattere: sono fatto così. A me succede con le critiche: sono permaloso, e mi arrabbio. Il Metodo Hoffman propone un'altra domanda: da dove arriva questa reazione?
Cos'è il Metodo Hoffman
Il Metodo Hoffman, noto anche come Hoffman Process, è un ritiro di crescita personale in presenza, di una settimana. Nello studio scientifico del 2006 il programma si chiama Hoffman Quadrinity Process: "Quadrinity" indica i quattro aspetti di sé su cui lavora, quello fisico, emotivo, intellettuale e spirituale. Lo ha fondato Bob Hoffman nel 1967, come indica il sito dell'Hoffman Institute. Nelle FAQ l'istituto parla di alloggio per 7 giorni e 6 notti, di lavoro "esperienziale" fatto di discussioni di gruppo, visualizzazioni e colloqui individuali, e precisa che non è "talk therapy", cioè terapia basata sul solo parlare.
L'idea di fondo è che alcuni comportamenti si formino presto, nell'infanzia, e continuino a guidarci da adulti. Pensa a chi ha imparato che il conflitto in famiglia è pericoloso: da grande può evitare ogni disaccordo, anche quando un confronto sarebbe utile.
Come funziona
L'istituto non pubblica il programma giorno per giorno. Una descrizione dettagliata si trova nello studio del 2006, che si riferisce alla versione di allora, di otto giorni. Secondo quella descrizione:
- Primi tre giorni: riconoscere gli schemi. Si identificano gli schemi di relazione appresi dai genitori o da altre figure di riferimento, che ancora oggi si ripetono nelle relazioni e nelle attività. Si lavora con esercizi guidati e giochi di ruolo per prendere distanza da quegli schemi.
- Due giorni sul perdono. Si immaginano i genitori da bambini, per capire che anche loro hanno imparato certi comportamenti da altri.
- Due giorni sull'integrazione. Si dialoga tra la parte fisica, emotiva, intellettuale e spirituale di sé.
- Ultimo giorno. Esercizi per tenere insieme quanto emerso.
Capire un meccanismo è un punto di partenza, ma da solo cambia poco. Il cambiamento si vede nel modo in cui rispondi alla critica successiva.
Cosa dice la ricerca
Lo studio è quello di Michael R. Levenson, Carolyn M. Aldwin e Loriena Yancura, "Positive Emotional Change: Mediating Effects of Forgiveness and Spirituality", pubblicato su Explore nel 2006 (leggi il PDF). Ha seguito 99 partecipanti e 47 persone in lista d'attesa, cioè persone che avevano chiesto informazioni all'istituto ma non avevano in programma di partecipare a breve. Dopo un anno restavano 54 partecipanti (il 55%) e 32 controlli (il 68%).
Rispetto al gruppo di controllo, dopo un anno i partecipanti risultavano migliorati su:
- sintomi depressivi (scala di Beck), ansia, sensibilità nei rapporti con gli altri e sintomi ossessivo-compulsivi;
- perdono, intelligenza emotiva, soddisfazione di vita, empatia ed esperienza spirituale;
- alcuni indicatori di salute percepita, tra cui energia e salute generale.
Un dato concreto: all'inizio circa metà dei partecipanti aveva sintomi depressivi da lievi a moderati. Dopo un anno erano il 17% (9 su 54), contro il 31% del gruppo di controllo.
Non sono emerse differenze significative su ostilità, sintomi fisici legati allo stress (somatizzazione) e sulla scala di depressione di un secondo questionario. Per il senso di padronanza la differenza era vicina alla soglia ma non la raggiungeva.
I limiti dello studio
- Gruppi non casuali. Chi partecipa paga una cifra rilevante e si iscrive da sé. Gli autori spiegano che l'assegnazione casuale non era possibile e hanno usato una lista d'attesa. I due gruppi potevano quindi differire in modi che lo studio non misura.
- Risposte autovalutate. Sono questionari compilati dai partecipanti stessi.
- Perdita di partecipanti. Quasi metà dei partecipanti non era più nello studio a un anno. Gli autori segnalano che chi era più depresso tendeva a rispondere meno.
- Campione particolare. Persone con buone condizioni economiche, molte delle quali riferivano maltrattamenti in famiglia. Non è detto che i risultati valgano per chiunque.
- Finanziamento. La ricerca è stata sostenuta in parte da fondi dell'Hoffman Institute. Gli autori dichiarano di essere ricercatori indipendenti, senza interessi finanziari nell'istituto.
Questo studio ci dice che chi ha scelto il percorso è stato meglio, su alcuni indicatori, di chi non lo ha fatto. Non dimostra che il metodo sia la causa, né che funzioni per tutti, né che sia più efficace di altri percorsi. Qui non abbiamo esaminato altri studi.
Non è terapia
Le FAQ dell'istituto dicono che il Metodo Hoffman "non è pensato come sostituto della psicoterapia". Chiedono anche a chi è già in terapia di consultare il proprio medico o terapeuta prima di iscriversi.
Se stai attraversando una sofferenza importante, un trauma o sintomi che pesano sul lavoro e sulle relazioni, parlane prima con un professionista. Un percorso di crescita non può prenderne il posto.
Diffida di chi promette di risolvere ansia, depressione o traumi in pochi giorni. È un segnale per fermarsi e fare domande.
Un esercizio che puoi fare oggi
Non ti serve un ritiro per iniziare. Quando reagisci in un modo che non ti convince, fermati e segui tre passaggi.
- Descrivi i fatti, senza giudizi. Che cosa è successo, esattamente?
- Trova la frase che hai pensato. Spesso è una frase che non diresti ad alta voce: "mi ha ignorato", "non valgo abbastanza", "devo sempre dire di sì".
- Scegli una risposta alternativa, anche piccola. Poi osserva che cosa succede.
Questo esercizio non è il Metodo Hoffman. È uno strumento di auto-osservazione, e non garantisce nulla. Ti dà però un momento in più tra lo stimolo e la reazione.
Se la frase che trovi è del tipo "non valgo abbastanza", approfondisci in bassa autostima: sintomi, cause ed esercizi. Se è "devo sempre dire di sì", qui trovi script e criteri per dire no al lavoro senza colpa.
Conoscere uno schema non ti obbliga a ripeterlo
Il passaggio decisivo non avviene in un ritiro. Avviene in una giornata qualunque: quando devi dire no, quando ricevi una critica, quando sbagli e l'istinto ti dice di nasconderlo.
Se nei prossimi giorni noti uno schema che si ripete, scrivilo. Poi annota una cosa che hai fatto in modo diverso.
Per approfondire
- La forza della fragilità: riassunto di Brené Brown, su vergogna, vulnerabilità e relazioni autentiche.
- Atomic Habits funziona davvero? Cosa tenere e cosa manca, per capire come si formano e si cambiano le abitudini.
- "Giosè Milli, l'Hoffman mi ha reso un uomo migliore", nel podcast One More Time di Luca Casadei, che il percorso Hoffman lo ha fatto: la testimonianza personale di Giosè Milli, amministratore delegato dell'Istituto Hoffman. È la voce di chi lavora per l'istituto, quindi va letta come un racconto personale e non come una prova. La descrizione della puntata segnala anche la presenza di collocamenti commerciali.
- La puntata di One More Time con Michael Wenger e Alessandra Grillo, su cos'è l'Hoffman, su YouTube.
Domande frequenti
Quanto dura il Metodo Hoffman?
È un ritiro in presenza di una settimana, con alloggio per 7 giorni e 6 notti secondo le FAQ dell'istituto. Date, sedi e prezzi cambiano: controlla sul sito ufficiale.
Il Metodo Hoffman è scientificamente provato?
Uno studio del 2006 su Explore ha trovato miglioramenti su diversi indicatori rispetto a una lista d'attesa. Ma i gruppi non erano casuali, le risposte erano autovalutazioni e lo studio è stato finanziato in parte dall'istituto. Non basta per dire che funzioni per tutti.
Il Metodo Hoffman è una forma di psicoterapia?
No. L'istituto stesso dice che non è un sostituto della psicoterapia.
Posso cambiare i miei schemi senza partecipare al Metodo Hoffman?
Sì. L'auto-osservazione, gli esercizi pratici e, quando serve, un percorso con un professionista sono altre strade. Il Metodo Hoffman è una possibilità, non l'unica.