In breve
- «Volevo solo pedalare» è il libro di Alex Zanardi: come trasformare una tragedia (l'incidente che gli costò le gambe) in una seconda vita.
- La lezione più forte: la domanda giusta cambia il problema: non «perché a me?», ma «e adesso, sotto con il resto».
- Il piacere del processo batte la motivazione dell'obiettivo: ami ciò che fai e i risultati seguono.
Volevo solo pedalare di Alex Zanardi: la storia di un uomo che ha scelto la vita due volte
Alex Zanardi non ha vinto contro la disabilità. Ha vinto grazie a quello che era, prima, durante e dopo.
La storia di Alex Zanardi è un caso estremo di determinazione quando la motivazione è zero: identità, gesti piccoli, ritorno dopo il trauma. Collegamenti operativi nel blog: stoicismo pratico, disagio volontario, regola del mai-due, Percorso Start.
Questa è la cosa che molti titoli su di lui sbagliano. Ti raccontano la storia del pilota senza gambe che diventa campione paralimpico come se fosse una storia di rivincita sul destino. Come se prima dell'incidente ci fosse la vita vera, e dopo ci fosse il consolation prize.
Zanardi in Volevo solo pedalare ti smonta questa narrativa pagina dopo pagina.
Il libro, scritto con il giornalista Gianluca Gasparini e pubblicato da Rizzoli nel 2016, non è un libro sulla disabilità. È un libro su come si costruisce una seconda vita quando la prima ti ha già insegnato tutto quello che dovevi sapere.
E sulla differenza tra fare le cose per vincere e farle perché ti rendono vivo.
E adesso sotto con il resto
Volevo solo pedalare è il racconto di quel resto.
Zanardi si sveglia in un ospedale di Berlino con entrambe le gambe amputate.
Nel racconto, il primo pensiero non è come vivere senza gambe, ma come continuare a fare tutto quello che voleva fare.
Non è una frase motivazionale da poster. È la struttura cognitiva di un uomo che ha deciso, in modo quasi brutale, di trattare il problema come un problema di ingegneria. Cosa ho? Cosa mi serve? Cosa devo costruire?
Quella distinzione, tra "come sopravvivo" e "come mi rimetto al lavoro", è la chiave di tutto il libro.
Dall'incidente all'handbike
L'handbike entra nella sua vita attraverso Vittorio Podestà, ex ciclista paralimpico che diventerà suo compagno di squadra in nazionale.
Pensa a cosa significa. Un uomo che ha corso in Formula 1, che ha vinto due titoli CART, si emoziona come un debuttante davanti a una gara in handbike.